Usa, Paesi africani contro Trump: si scusi per dichiarazioni razziste

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Usa, Paesi africani contro Trump: si scusi per dichiarazioni razziste

Proprio come quella provata dai membri del Congresso - repubblicani e democratici - presenti nello Studio Ovale quando il tycoon e' sbottato sulla questione immigrati, pronunciando l'ennesima frase shock: "Ma perche' gli Stati Uniti devono continuare ad accogliere questa gente da questo cesso di Paesi?".

Gli ambasciatori dei Paesi africani alle Nazioni Unire hanno chiesto al presidente americano Donald Trump di "ritrattare" e "scusarsi" per le sue dichiarazioni "razziste e xenofobe" sui migranti provenienti da Paesi "di merda". Lo riporta il Washington Post citando alcuni dei presenti. Da parte iraniana ha replicato il ministro degli esteri Javad Zarif, dicendo che Trump è impegnato nel tentativo disperato di minare un solido accordo multilaterale. Un passo indietro che però non ha convinto nessuno.

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La Casa Bianca non smentisce le ricostruzioni, limitandosi a dire: "Alcuni politici a Washington scelgono di combattere per Paesi stranieri, ma il presidente combatterà sempre per gli americani", afferma il vice portavoce della Casa Bianca, Raj Shah. Parole che non aiutano certo a ripulire la sua immagine dopo le accuse messe nero su bianco nel libro "Fire and Fury" di Michael Wolff. Secondo il Guardian, la visita sarebbe invece stata annullata per il timore di proteste. Parole che per il senatore democratico dell'Illinois Kwane Raoul, i cui genitori sono immigrati da Haiti negli anni Cinquanta, sono "inappropriate e ignoranti".

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